La ripresa del giorno dopo

novembre 10, 2011

Io non sono un economista e non studio economia. Semplicemente la finanza mi attrae e quando ho qualche dubbio, me lo levo.

Quando un giorno la borsa perde il 5/6/7% si urla tutti allo scandalo per la crisi e la recessione. Il giorno successivo, regolarmente, la borsa guadagna 1/2% e su tutti i telegiornali viene detto che c’è stata una ripresa.

Questo è profondamente falso! Utilizzano la parola ripresa solo per tranquillizzare il telespettatore italiano medio.
Ciò che accade, accade per motivi tecnici, matematici. Quando un titolo perde molto del suo valore il giorno successivo molti investitori ritengono di poter prendere posizione (acquistare) quel titolo, anche pochi pezzi, ma ritengono di doverlo fare perchè è un buon prezzo (Ci sono libri e libri sulla psicologia del trading). Inoltre prendono posizione (ovvero acquistano) anche numerosi algoritmi perchè, ebbene si, oggi gran parte dei movimenti dei titoli è determinata dai software che acquistano e vendono al verificarsi di determinate condizioni.
Un, seppur moderato, acquisto di titoli determina un innalzamento dal prezzo del titolo stesso. Proprio perchè quando c’è domanda, il prezzo sale.
Ma questa non è una ripresa. Non si può definire ripresa a differenza del crollo del giorno precedente, è semplicemente un motivo tecnico che non può far pensare che il prezzo del titolo (e tantomeno l’economia in generale) stiano riprendendo fiato, perchè sarebbe davvero un falso allarme, e lo sarebbe anche dal punto di vista tecnico, nessun investitore penserà mai di aprire una posizione sostanziosa su un titolo che un giorno perde il 6% e il giorno successivo guadagna il 2%, perchè quell’investitore starebbe utilizzando dei segnali assolutamente errati per fare trading.
Tant’è che il giorno successivo si verifica, regolarmente, un ulteriore crollo.

Tanto per fare un esempio e per tentare di chiarire il concetto, la stessa cosa capita quando un titolo guadagna molto.
Se un giorno segna un +6% è molto probabile che il giorno successivo segni un -1/-2%. Questo non perchè il titolo torni a perdere (anzi, in analisi tecnica spesso questa sarebbe una conferma della forza del trend al rialzo) ma semplicemente per l’esatto meccanismo tecnico speculare a quello che ho descritto sopra: sono le cosiddette prese di beneficio. Alcuni investitori, pochi a dire il vero, ritengono di aver “guadagnato abbastanza” e decidono quindi di vendere i loro titoli in portafoglio. Molta offerta, poca domanda, uguale leggero abbassamento del prezzo. Anche questa è una condizione tecnica, e assolutamente non indicativa (almeno quando avviene nel brevissimo periodo) di una inversione del trend.

Insomma, siamo in crisi. In una profonda crisi. Ad ogni crollo della borsa vogliono farci credere, il giorno dopo, correndo ai ripari, che qualcosa è migliorato seppur leggermente. Ma non è vero! E’ una stupida e cosciente approssimazione che i media utilizzano per mantenere su di noi quella nebbia di ignoranza che aleggia ormai da molti anni.
Non facciamoci prendere per il culo.

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