Archivio per il 'Zona personale'Categoria

Io ho…

Agosto 20, 2009

…qualcuno che mi ama veramente, un gatto, due genitori, una sorella e due nipoti. Tanti amici con o senza la ‘a’ maiuscola.
Degli esami da dare, una università da portare a termine. Tante passioni, la voglia di leggere, di viaggiare. La possibilità di viaggiare, di studiare. La voglia di aiutare gli altri e di sentirmi appagato.
Una casa, una baita, una macchina quasi mia. Due computer, un cellulare. Un blog.
L’acqua, il cibo, dei vestiti. I soldi per curarmi, con o senza medicine.
La possibilità di pensare, di camminare, di mangiare autonomamente. Di vedere ogni giorno il sole o le nuvole. Di sentire il caldo o la pioggia sulla mia pelle. La possibilità di comunicare in mille modi differenti, di parlare, di scrivere. La possibilità di pagare il biglietto di un museo, di un viaggio aereo, di un hotel. Di scherzare con i miei genitori e prendere in giro i miei nipoti. La possibilità di scegliere. La possibilità di assumermene la responsabilità.

Sliding doors

Agosto 15, 2009

Ogni tanto mi chiedo quanto sarebbe diversa la mia vita se avessi fatto scelte differenti. Immagino sia una domanda che tutti prima o poi si fanno, ma a me crea una cera angoscia, un senso di errore e di impotenza.
Quasi come se dessi per scontato che altre scelte mi avrebbero portato ad esperienze migliori. Ed il tutto, purtroppo, è avvolto nella nebbia più fitta, un mistero che non sarà mai svelato. A meno che…

A meno che io non mi reincarni in un uomo nella mia prossima vita.
Ma io son praticamente certo che sarò uno scoiattolo. E’ stata una idea che mi è balenata una quindicina di anni fa in vacanza con i miei genitori e mia sorella. Eravamo in un parco e per la prima volta nella mia vita ho visto uno scoiattolo, era su un albero. Ecco, da quel momento qualcosa mi ha detto che io sarò uno scoiattolo. E io ci spero.

Un esempio…

Agosto 6, 2009

…relativo al post precedente.

Si narra che ad Alessandro il Grande giunse voce che una veggente riuscisse con certezza a prevedere il futuro. Alessandro decise così di farla giungere al suo cospetto e le intimò di insegnargli l’arte della preveggenza. Così fece la donna e gli spiegò che il futuro lo doveva leggere come in un libro dal fumo che scaturiva da un grande fuoco, ma con la dovuta attenzione e con una precisa indicazione: non doveva assolutamente pensare all’occhio sinistro di un coccodrillo, al massimo al destro, ma mai al sinistro.

Alessandro il Grande non ci provò nemmeno, non sarebbe mai riuscito a prevedere il futuro.

La proibizione, crea un obbligo.

Una passeggiata

Agosto 3, 2009

Nel mio cervello a volte accadono cose davvero strane.

Immaginate di passeggiare, ecco, scelgo una cosa semplice e comune: una tranquilla passeggiata dove volete voi. Sto ammirando i giardini delle case, commento la costruzione delle stesse, guardo un po’ il marciapiede e i passanti. Improvvisamente si affaccia nella mia mente un pensiero e posso scegliere cosa farne: cacciarlo o accoglierlo.

E’ proprio così, a volte ho la possibilità di decidere prima cosa farne del mio pensiero. Prendiamo ad esempio un pensiero riguardante l’università. So che inizierebbe a tormentarmi, a farmi agitare e farmi fare i ragionamenti più contorti e controproducenti; bene, spesso io riesco a scacciare questo pensiero e a continuare quello che stavo appunto pensando precedentemente. Mi sforzo e mi dico di non lasciare che l’università (in questo caso) rovini la mia passeggiata e il mio ragionamento sui giardini e sui balconi: se riesco a fare ciò per qualche minuto, allora il cattivo pensiero se ne andrà.

Spesso però questa cosa è impossibile. E’ un po’ il fascino del gatto-spiaccicato sul ciglio della strada, ci passi vicino e non riesci a non guardarlo, a non cacciare l’occhio da quella parte. [una piccola precisazione: faccio questo esempio perchè è calzante e perchè so che nella maggior parte della gente succede questo. Io ho tante altre strane abitudini, ma questa proprio non mi appartiene. L'ultima cosa che voglio vedere è un animale morto. Se posso scegliere, non sceglierei l'animale. Ma torniamo al nostro povero gatto...] Beh, a volte so che il pensiero che sta arrivando è davvero negativo, che mi farà stare male: non riesco a farci nulla. Mi concentro su altro, tento di fuggire, ma è tutto inutile. Sembra quasi che qualcosa dentro di me si prenda la briga di scegliere al mio posto in modo totalmente autonomo e distaccato dal mio volere. A volte sembra invece che nella mia mente esistano delle priorità e un procedimento automatico decida che quel pensiero è importante, che ha una maggiore priorità rispetto ad altri e… inizia l’angoscia. Perchè quando quel pensiero si è incastonato nella posizione in cui viene “ragionato”, nulla lo toglie più se non il tempo o l’elaborazione.

E sappiamo bene quanto male possano fare certe elaborazioni.

Nuova avventura?

Agosto 1, 2009

Pensavo andasse peggio, pensavo di sentirmi più vinto, sconfitto. E invece ho chiesto aiuto, e non me ne sono ancora pentito.
Comunque il primo passo per una nuova avventura è stato fatto. Forse anche il più difficile, ora mia aspetta solo l’ingrato compito di decidere chi mi dovrà aiutare.

Ho deciso di fare un po’ di ordine nella mia vita: nell’università che interessa e
interesserà il mio futuro, nelle mie sensazioni che sono troppo in balia del mondo esterno, nelle relazioni che pur essendo in perfetto ordine di priorità non vengono mai rispettate.

E’ stata strana la conversazione con Antonella, non trovo aggettivo più calzante. Le cose che le ho raccontato sono cose sulle quali ho rimuginato per giorni e giorni, ma la conversazione è stata differente. I ragionamenti non venivano interrotti, come invece avveniva regolarmente nella mia mente, e questo mi permetteva di giungere alla conclusione e di capire come e in che misura gli avvenimenti avevano ripercussioni sulla mia vita interiore ed esteriore.

Ma la cosa più importante, quella della quale posso apprezzare già ora i risultati, seppur superficiali, momentanei e squisitamente teorici è l’aver fatto qualcosa. Il poter dire: ok, non sono fermo, non sono passivo di fronte a ciò che mi succede, ma faccio qualcosa per me, per stare meglio. Si vive una volta sola, credo. E voglio porvare a vivere bene. Non voglio morire dicendomi che potevo vivere meglio. Io voglio vivere BENE.

Il dolore

Maggio 18, 2009

Era stordito dal dolore, non ricordava più nulla, non era in grado di riferire il suo nome.
Solo se chiamato ad alta voce e scosso in modo deciso riusciva a fare qualche verso a far uscire dell’aria dalla bocca.

Un uomo grande e grosso, robusto. Il classico muratore di mezza età, con la pelle bruciata e abbronzata dal sole.
Un omone rannicchiato nel letto, le coperte c’erano ma erano insignificanti in quel momento, e lui si era fatto piccolo, in posizione fetale, le mani alla testa e una smorfia di dolore su tutto il corpo. Non aveva la forza e lo stato fisico e mentale per rispondere, per riuscire a parlare e per voler parlare.

E poi il torpore di chi si sta adagiando alla vita, trascinato dal tempo.
E poi il sonno.

P e D

Marzo 9, 2009

Ora vi racconto questa cosa che mi è capitata e nel frattempo è la prima cosa che metto nella scatola delle belle cose.
Vi devo una premessa. P. è una mia amica, una mia cara amica. Abbiamo un rapporto particolare, lei non è amicizie-dipendente ha quindi una certa autonomia e in-dipendenza che inizialmente mi ha disorientato. Credo di essere la persona con la quale parla maggiormente e di cose che variano tra il serio e il faceto.
E’ una cosa che mi piace, che mi appaga, che mi fa raggiungere sintonia e complicità con la persona che ho di fronte: il poter passare dal ’sesso’ al ‘rapporto difficile’ (si, è il termine corretto) che ho con i miei parenti (sono esempi).

Insomma, riassumendo, è la prima persona (esclusi gli interessati ;) ) che ha saputo della mia omosessualità. Io, S, P e D (la mia amica e il suo fidanzato) siamo usciti un sabato sera a mangiarci qualcosa. Era la prima uscita di una coppia con una coppia. Ed era la prima uscita, per tutti e quattro, di una coppia etero con una coppia gay. D è stato messo a conoscenza della particolarità della serata circa 10-15 minuti prima che la serata avesse inizio, con tutti i dubbi del caso.
Arrivo al dunque?
Arrivo al dunque.

Giorni dopo scopro che D per tutta la serata, per non fare un torno a me e S, si è “fatto problemi” a dar la mano a P, perchè sapeva che io e S non potevamo farlo con la loro disinvoltura.
Ora, ditemi voi: non è, per definizione, una bella cosa questa?
E’ addirittura… fine.

Una svolta

Marzo 6, 2009

Sono dovuto arrivare ai 24 anni per raggiungere un certo equilibrio sentimentale.
Sono fidanzato. Sono fidanzato con S. Verrà chiamato così d’ora in poi su questo blog. E’ un ragazzo. Si, sono gay. Credo che nel “nostro” mondo (gay) sia molto difficile creare rapporti seri e duraturi, la maggior parte delle conoscenze sono sessuali.
Ammetto che in passato nemmeno io sono stato sempre chiuso in bagno, le ho combinate… e non mi lamento, non le rinnego e credo che tornando indietro le rifarei tutte perchè mi hanno portato ad essere me stesso adesso: ad essere ciò che sono. Se non avessi risposto al primo annuncio per fare sesso con un ragazzo qualche anno fa, in questo momento sarei uno dei soliti repressi, magari fidanzato con qualche ragazza, che non aspetta altro che guardarsi un porno omosessuale per avvertire uno scorcio di sincerità.

Però, dicevo, sono fidanzato e felice; e credo di far felice anche S. Si è stabilito un buon equilibrio sentimentale dentro di me, riesco a convogliare le mie energie dove voglio (almeno ci provo). So che il rapporto c’è ed è solido e pur non lasciandolo alle intemperie (in altre parole, so bene che bisogna curarlo ogni giorno come un piccolo bonsai) ci sono momenti in cui mi piace ricordare che ho almeno questa certezza che, a meno di sconvolgimenti dell’ultimo secondo, non mi riserverà sorprese lasciandomi così concentrare anche su altro: sullo studio, sul raggiungere un equilibrio anche in altri anfratti del mio ego, sul mio fisico che nel frattempo è stato un po’ maltrattato, e anche sulla mia famiglia che, non propriamente una novità, non sta passando momenti sereni.

E mi sento di ringraziare S. perchè non è così scontato donare tutta questa serenità; e mi sento di ringraziare me stesso perchè ne ho fatti di passi avanti, da solo, e ne vado piuttosto fiero.

In vetrina

Marzo 5, 2009

Sarebbe bello poter esternare tutto ciò che mi passa per le viscere. Mi piacerebbe poter lasciar traccia su questo blog di ogni mio pensiero del quale magari, nella vita “reale”, mi vergognerei. Forse si chiama coraggio ed è quello che, un po’ meschinamente, tenterò di esibire in queste pagine.
Non so in realtà se riuscirò a dare libero sfogo ai miei pensieri. Mi sentirei un po’ come una di quelle donne in vetrina o sulla strada pronte a farti vedere qualasiasi cosa, perchè si… io mi fermerei a quello, ad una pura esibizione.
Chissà cosa mi frena. Perchè so già che avrò una certa inibizione nel mostrarmi nudo, anche tramite un testo. Sarà pudore, vergogna… paura forse.